Balli caraibici

SALSA

Salsa 


Su luogo e data di origine non ci sono dubbi: la salsa è nata a Cuba agli inizi del 1900. Deriva dal Son, ma recepisce elementi importanti da altri balli, quali bolero, merengue, guaracha, conga, cumbia, rumba.
Rispetto al Son accelera il ritmo pur mantenendo la funzione di danza di corteggiamento.
Il ritmo sincopato è presente fin dalle origini; mentre col passare degli anni è aumentata l'accelerazione dello stesso e sono state inserite decine di figure recepite da altre danze. La salsa è quindi una danza storicamente consolidata: è denominata caraibica perchè riconducibile alle tradizioni musicali di molti paesi del Centro e del Sud America.
Ma le costruzioni stilistiche che oggi interessano tale danza derivano da vari paesi e da varie culture, USA in testa. La SALSA è inserita, assieme a MERENGUE e MAMBO, nella disciplina italiana denominata DANZE CARAIBICHE.

MERENGUE

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Il termine potrebbe derivare da merenghè, che era il nome di un dolce tipico dominicano, fatto con uova e zucchero. Secondo alcuni dizionaristi (Devoto-Oli) siamo in presenza di una voce creola, derivata dal francese 'meringue' che significa meringa. Altri studiosi scrivono merenguè, per sottolinare il legame con la lingua francese.
Il merengue era ballato dagli schiavi di origine africana che, a decorrere dalla metà del 1500, furono portati a lavorare in catene nei campi di canna da zucchero, sotto la dominazione spagnola, in quell'isola che oggi si chiama Repubblica Dominicana.
Le catene ai piedi non consentivano grandi movimenti; ma non impedirono di inventare il passo del merengue, che consisteva nel trasferire ritmicamente il peso del corpo da un piede all'altro.
Il merengue ha avuto nel corso dei secoli una triplice impostazione:
· ballo di gruppo
· ballo di coppia
· ballo individuale
Come ballo di gruppo, era finalizzato al corteggiamento: si formava un cerchio di uomini e donne, possibilmente alternati, e in mezzo si poneva (a turno) una giovane donna in età da marito.
Mentre il cerchio si muoveva sul ritmo musicale, i vari maschi della compagnia lanciavano il proprio cappello verso la donna posta al centro.
La quale decideva se accogliere o meno il cappello del pretendente che di volta in volta si proponeva.
Come ballo di coppia ha mantenuto le caratteristiche sensuali ed erotiche della danza di corteggiamento.
Naturalmente c'è stata, nel tempo, una evoluzione coreografica, non sempre condivisa: inizialmente il ballo si svolgeva in un contatto permanente (corpo a corpo) di dama e cavaliere. La guida, da parte dell'uomo, era esclusivamente corporea.
Non esistevano (e non servivano) figure codificate. In altre parole, si trattava di una danza senza vincoli: istinto e fantasia erano il carburante naturale per un ballo avente come oggetto e come scopo l'amore in senso fisico. Attualmente il merengue si presenta con un corredo di centinaia di figure, elaborate a livello mondiale.
Secondo alcuni questo è un arricchimento della danza; secondo altri, è uno snaturamento.
Sta di fatto che oggi ci siamo abituati a vedere, sempre più spesso, cavalieri che dimostrano la loro abilità nel gestire il corpo della dama attraverso giri, contro-giri, arrotolamenti, volteggiamenti, casquè, ecc.
Come ballo individuale ha conservato il valore simbolico di danza libera che, su un unico passo base, consente di eseguire tutta una serie di movimenti improvvisati.

BACHATA

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La bachata è nata a Santo Domingo nei primi decenni del ventesimo secolo (1900-1930), fra la povera gente e negli ambienti della prostituzione, come danza e musica di rifugio, rispetto alle durezze della vita.
I testi della bachata erano storie di vita vissuta, spesso a contenuto amoroso e sessuale.
Con l'accompagnamento di maracas e chitarra a tre corde, o di fisarmonica e guiro, la bachata era anche usata per le dichiarazioni 'pubbliche' d'amore, una specie di serenata caraibica cara ai giovani contadini di allora. Le movenze del relativo ballo apparivano oscene e volgari: i partners stavano in permanente contatto, con i corpi l'uno contro l'altro, per tutta la durata del brano, tranne rarissime eccezioni.
In tale posizione, la coppia si muoveva dondolando, marcando il quarto battito di ogni battuta musicale con equivoci colpi d'anca.
Nella bachata delle origini non esistevano tante figure: si doveva stare abbracciati, perchè proprio quello voleva il ballo. Per questo motivo, la danza era invisa alla borghesia, ed era osteggiata dalle autorità. Per diversi decenni, la bachata, snobbata dalle classi dominanti e medio-alte, è riuscita a sopravvivere nelle usanze del popolo basso, che comunque vi percepiva una naturale facilità/possibilità di identificazione. Il ritmo romantico di tale musica e le connesse figure di danza conquistavano inevitabilmente le persone abituate a vivere di stenti e di speranze. L'amore, forse, serve più ai poveri che ai ricchi, non fosse altro che per la sua capacità di lenire i dolori... quando non ne generi di specifici.
Nonostante siano stati prodotti anche brani veloci di bachata, la relativa danza è legata esclusivamente a basi musicali lente. La bachata infatti è, per definizione, un ballo lento (28_35 battute al minuto) che in qualche modo somiglia al bolero cubano.
Essa è nata da una sintesi di vari elementi (beguine, danzon e son), successivamente rielaborati secondo gusti europei. L'influsso prevalentemente spagnolo e francese è confermato dalla assenza o dalla scarsa presenza all'interno della bachata delle sonorità tipicamente africane. La sua catalogazione fra le danze caraibiche si giustifica in virtù dei luoghi di origine.
Rispetto ai ritmi veloci di mambo, salsa e merengue, rappresenta la parte malinconica e triste della cultura caraibica: perchè dovunque, per la gente comune, le storie di vita sono anche storie di lacrime amare. E le stesse storie d'amore presentano, spesso, il doppio versante di gioie e di dolori