Liscio e ballo da sala

 

 

MAZURKA

Il più grande studioso e teorico di mazurka fu il maestro Henry Cellarius che codificò le più importanti figure di base ma sostenne l'assoluta libertà del cavaliere di personalizzare questo ballo, pur nel rispetto dei criteri e dei movimenti fondamentali. Nella mazurka la dama aveva il privilegio di scegliere il cavaliere e, conseguentemente, il dovere di affidarsi ed abbandonarsi a lui, mantenendo un portamento maestoso. Dalla sua capacità di farsi guidare e gestire, dipendeva l'armonia del ballo, oltre che dalla fantasia, dalla abilità e dalla determinazione del cavaliere. In Italia la mazurka si diffuse, soprattutto al Nord, nella seconda metà dell'Ottocento. Fece talmente presa sulla gente che diventò il ballo di tutte le feste e di tutte le occasioni d'allegria. Parallelamente è stata per tanti anni oggetto di studio e perfezionamenti da parte di musicisti, maestri e ballerini. L'orchestra (Secondo) Casadei, grazie ad una paziente opera di rielaborazione di brani classici, iniziata nel 1925, ha il merito di averla portata in giro per le piazze d'Italia, facendo innamorare giovani e vecchi per questo ballo che possiamo definire simbolo di buonumore e di spensieratezza. Sta di fatto che, pur essendo un ballo polacco, la mazurka si considera oggi come facente parte della nostra tradizione coreica. Assieme a Polka e Valzer Viennese appartiene alla disciplina LISCIO UNIFICATO.

POLKA

La polka (polca), dal punto di vista musicale, prende le mosse dai ritmi di accompagnamento di alcune danze folkloristiche molto diffuse in Boemia agli inizi del 1800. Come ballo è una raffinata evoluzione di quelle stesse danze.  La storia di questo ballo è avvolta di mistero e di leggenda. Tutti gli studiosi riportano la ipotesi dello storico boemo Alfred Waldau:

·        Nell'anno 1830, il maestro di musica Jesep Neruda, insegnante a Praga, dopo aver osservato una contadinella che cantando ballava e saltava, intuì che elaborando quei passi e quel motivo musicale, poteva creare un grande ballo. Così fece, e lanciò la polka, prima nella sua città , e dopo a Baden, dove fu accolta con un entusiasmo incredibile. Nel 1835 il Corpo musicale dell'esercito della Boemia aprì il repertorio con un brano di polka. Da quel momento tutta l'Europa se ne innamorò, e la passione per questo tipo di musica entrò nei santuari dell'epoca, dal Teatro Alla Scala di Milano all'Odeon e all'Opera di Parigi, al Her Majesty's Theatre di Londra. A  Parigi fu portata dal maestro Henry Cellarius il quale pretese di far credere che la polka fossa una sua invenzione.

In Italia ha avuto enorme diffusione, sia negli ambienti della danza specializzata, sia nei vari strati della popolazione. Questo ballo si presenta come il più adatto ai momenti di spensieratezza e di festa. Si presta alla improvvisazione ed alla inventiva, pur richiedendo preparazione teorica e formale. Molti continuano a ballare la polka con passi camminati che ricalcano il vecchio one step.

VALZER

Non si sa esattamente da quali balli il valzer derivi ma probabilmente è dimostrabile un rapporto tra esso e la volta.  La Volta è il più significativo fra i balli di ritmo ternario che sicuramente risalgono ad epoche precedenti rispetto alla nascita del valzer e che del valzer anticipano le caratteristiche fondamentali. Volter vuol dire girare. La Volta è una danza antica: consisteva in una serie di giri a destra e a sinistra. Ai giri si alternavano i salti dei cavalieri e delle dame con una tecnica particolare articolata in due fasi: i cavalieri, prima eseguivano dei salti molto accentuati e dopo sollevavano la dama per consentire alla stessa  una specie di volo. Gli studiosi francesi che sostengono la derivazione del Valzer dalla Volta fanno sostanzialmente il seguente ragionamento: Fino all'anno 1100, tutte le danze di coppia erano eseguite dai ballerini in posizione affiancata. La VOLTA introduce la posizione di coppia chiusa: cavaliere e dama, uno di fronte all'altra. Poichè coppia chiusa + giravolte sono gli elementi fondamentali del  WALZER, è normale mettere in relazione tale ballo con la Volta. Una caratteristica che accompagna il fenomeno del valzer è il diffuso coinvolgimento emotivo e di fatto di tutti i partecipanti. Il valzer faceva alzare tutti dalle sedie. Ognuno voleva eseguire questa danza: per provare e per imparare. Non si accettava, in nessun ambiente, l'idea di guardare chi ballava. Il ritmo ossessivo e stimolante entrava nelle menti e nei cuori e faceva da motore nei corpi agili e meno agili dei presenti: dava la carica ai maschi; faceva sognare le femmine. Tale fenomeno si verificò sia nelle classi colte che in quelle socialmente umili. La disponibilità psicologica della gente rispetto a questo ballo era un fatto completamente nuovo, sia per l'ampia portata che per le conseguenze che ne derivavano.

VALZER INGLESE

Il Walzer, fin dal suo primo diffondersi, a seconda delle aree geografiche, fu interpretato variamente: dove nella forma moderata e dove nella versione allegra. Approdato in America, fu rielaborato nella forma moderata. A livello musicale si arrivò a dimezzare il numero di battute al minuto. Con un ritmo molto più lento cambiò di conseguenza la stessa tecnica del ballo. Attraverso l'introduzione di pause e rallentamenti, miranti ad imprimere un superiore tocco artistico alla danza, nacque il BOSTON FIGURATO anche detto HESITATION. In Inghilterra il Valzer Viennese fu portato già nel secondo decennio del XIX secolo dai nobili che viaggiavano per l'Europa; ma per via della cultura puritana, non lo si poteva riproporre nella sua forma originale, in quanto il ballo di coppia chiusa era considerato disdicevole. Per questo motivo i maestri di ballo si ingegnarono in tutti i modi per renderlo compatibile con i costumi della loro società. Il ritmo fu rallentato parecchio, in modo tale che le figure di coppia chiusa e l'esecuzione dei volteggi non avessero tecnicamente bisogno  di uno stretto e permanente contatto dei danzatori. Dal 1830 a Londra si  ballava un valzer in due tempi che, nonostante la musica di 3/4, si articolava in due passi:

o      un passo strisciato sul primo battito + una esitazione sul secondo battito;

o      uno chassè sul terzo battito.

In tale contesto, l'Hesitation ricevette un'ottima accoglienza. La sua tecnica e le sue figure fondamentali furono interamente recepite nell'ENGLISH WALTZ. Da questa confluenza nacque il prestigioso Valzer Inglese che oggi conosciamo e che nel corso degli anni allargò moltissimo il respiro e gli orizzonti. Si operò una perfetta sintesi fra l'ispirazione poetica di fondo del Valzer e la delicatezza spirituale dell'Hesitation. I seguaci di questo nuovo ballo furono moltissimi. Anche grazie a ciò lo stile inglese trovò ulteriori conferme nel continente europeo ed ebbe facile gioco nella competizione con le impostazioni della danza di scuola francese.

TANGO

Il rapporto di coppia nel valzer è  stato il fatto più rivoluzionario mai verificatosi nella storia della danza ma il tango nacque ancor più rivoluzionario da presentarsi come antitetico rispetto allo stesso valzer.   Il tango mutua dall'habanera la sincope, utilizzata per rompere il ritmo, e dalla milonga l'azione di marcia a contatto permanente col pavimento. Inoltre il tango operava una sintesi fra due cose che sembravano inconciliabili: la coppia chiusa e le figure che costituivano i programmi delle danze di corte (quadriglia e contraddanza). Ciò creava le premesse per un ballo completamente diverso da tutti quelli precedenti: un ballo dove la coppia, intesa come unione_contrapposizione di maschio e femmina, poteva muoversi a piacimento su un programma articolato in figure variabili dal punto di vista della composizione, della durata, del numero di passi, delle pause. Al tempo in cui le donne avevano l'obbligo di portare abiti lunghi, le ballerine di tango introdussero nella danza le gonne corte fin sopra al ginocchio: non per provocare i rappresentanti dell'altro sesso, si diceva, ma per le esigenze specifiche di quel tipo di ballo. Chiaramente, questa cosa non fu percepita positivamente dalle classi dominanti. Il tango, pur essendo nato dall'anima popolare, e pur essendo in sintonia col comune sentire delle popolazioni rioplatensi, fu all'inizio compresso all'interno dei ghetti sociali e culturali. Esso ebbe successo, prima che nella borghesia e nella parte colta della società, tra i frequentatori di bordelli e nei locali dei bassifondi cittadini.

FOX TROT

Secondo alcuni studiosi il nome Fox Trot (passo di volpe) dimostra chiaramente che tale ballo appartiene a quel gruppo di danze che, derivate direttamente dal ragtime, sfruttano nomi di animali per proporne, in chiave erotico_giocosa, la imitazione dei passi su ritmi sincopati: turkey trot (trotto del tacchino); donkey trot (passo dell'asino); peacock gilde (passo del pavone); grizzly-bear (orso grigio);  chicken wheel (ruota di gallina); geechie walk (passeggiata dell'oca); fish step (passo del pesce!). Nel 1915 il Fox Trot fu portato a Londra dal grande ballerino Oscar Duryea. La Società Imperiale dei Maestri di Ballo approvò l'adozione di tale danza, apportandovi significative trasformazioni. Qui finisce la storia del fox trot, perchè in un certo senso inizia quella dello slow foxtrot. I Maestri inglesi destrutturarono la danza americana per riproporla in un look completamente nuovo: furono aboliti salti, chassè e bruschi movimenti; furono introdotte figure delicate prese in prestito dal valzer lento. Praticamente si costruì un ballo tutto inglese, completamente diverso da quello americano. Nei vari ambienti della danza, grazie anche allo scambio delle musiche e dei ritmi fra un continente e l'altro (America-Europa), si fece strada una intuizione importantissima: le variazioni di ritmo all'interno dello stesso brano musicale, che erano un segno distintivo del fox trot iniziale, potevano essere estremizzate ritoccando la velocità metronomica verso l'alto e verso il basso, per dare origine a due danze distinte e separate. Così i vari segmenti delle amalgamazioni americane furono ricompattati su due basi ritmiche diversificate e sottoposti a studi specifici, prove, simulazioni, aggiustamenti, trovate originali e spesso felici. Quando dal ragtime si generò l'one step, seguito immediatamente dal quickstep, era già pronto il contesto per la standardizzazione di quest'ultimo ballo secondo i parametri messi a punto dalla prestigiosa Scuola inglese.Qualche anno dopo la prima guerra mondiale l'Inghilterra impose le due danze che ancora oggi conosciamo con i nomi di slow foxtrot e quickstep. Oggi il Fox Trot fa parte della disciplina BALLO DA SALA, presente solo in Italia mentre Slow foxtrot e quickstep fanno parte della disciplina DANZE STANDARD e si ballano in tutto il mondo.